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Il cemento viene fabbricato per la prima volta nel 1824 in Inghilterra, da John Aspdin.
A quasi 200 anni da allora il cemento è la seconda sostanza più utilizzata sul pianeta (dopo l’acqua).
Secondo alcune stime il volume complessivo del cemento supera già oggi, 18 giugno 2019, il totale della massa della vita vegetale (alberi, cespugli, piante, fiori) presente sulla terra. 
In 60 anni al mondo sono state prodotte otto miliardi di tonnellate di plastica: in meno di due anni da oggi sarà prodotta la stessa quantità di cemento.
Una quota compresa tra il 4 e l’8% delle emissioni mondiali di CO2 sono ascrivibili al cemento.
Quasi il 10% dell’acqua utilizzata in qualsiasi industria, ovunque sulla Terra, viene impiegata per produrre cemento.

 

Il cemento è il responsabile dell’effetto isola di calore, che produce un microclima più caldo nelle nostre città.
Contribuisce per il 10% alla formazione di particolato.
Il cemento distrugge spiagge e corsi d’acqua, utilizzati per reperire la sabbia necessaria alla sua creazione.
Il c. si sostituisce alle infrastrutture naturali impedendo funzioni basilari degli ecosistemi quali impollinazione, fertilizzazione, assorbimento delle piogge, produzione di ossigeno.
In aggregazione con ghiaia e ciottoli il cemento forma il calcestruzzo.
Combinato a tondini di acciaio diventa cemento armato.
Nel 1950 la produzione di c. era pari a quella di acciaio, oggi è tre volte superiore e, da allora, è cresciuta di 25 volte.
La Cina utilizza la metà del c. prodotto in tutto il mondo.

PRIMI 12 PRODUTTORI MONDIALI DI CEMENTO TRA 2014 E 2018 E QUANTITA’ PRODOTTE

LA STORIA

Quasi nessun paese quanto il Giappone, distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ha utilizzato con entusiasmo sempre crescente il cemento per la ricostruzione post bellica. Palazzi e costruzioni urbane, ponti, gallerie, binari, aeroporti e dighe per proteggere il paese dagli Tsunami, tutto contribuì a trasformare il paese dei ciliegi in fiore in un moderno stato con tassi di crescita a due cifre. Ma solo fino agli anni 90. Poi la crescita rallentò e venne a galla un’altra conseguenza inevitabile connessa al cemento: le tangenti. SI continuò a costruire, ma i costi levitarono, la crescita continuò a rallentare e l’opinione pubblica comprese il prezzo in termini ambientali di decenni di cementificazione selvaggia. La quantità media di c. utilizzata in Giappone per metro quadrato era superiore di 30 volte a quella degli USA. Nel 2011 il terribile terremoto che colpì il paese chiarì che molte di quelle opere non erano sicure come si pensava: non le dighe, ridicolizzate dalle onde, non la centrale di Fukushima.
Ma subito altri fiumi di cemento furono versati, stavolta per costruire muri e dighe ancora più alti, come testimonia il lavoro fotografico di Tadashi Ono: perché? Perché viviamo ai tempi del dogma della crescita, la cui unità di misura è il PIL, non il benessere dei cittadini, non la qualità e le aspettative di vita, non il livello dei servizi. E niente gonfia il PIL come il cemento. O lo gonfiava.

Si è scoperto che l’economia del cemento funziona come gli antibiotici: l’abuso ne diminuisce sempre più l’efficacia. Ecco perché, nei paesi sviluppati, fiumi di c. non corrispondono più a impennate del PIL.
In Cina si contano oltre 450 km quadrati di spazi residenziali invenduti. Spazi come il nuovo aeroporto di Lübling o lo stadio delle Olimpiadi del 2008 sono inutilizzati.
In Cina il settore edile dà lavoro a 55 milioni di persone.
Per la realizzazione della Belt and road initiative, la Via della seta, saranno necessarie oltre 100 nuove fabbriche di materiali edili in 50 nazioni.
Per costruire la diga delle Tre Gole sono stati utilizzati 27,6 milioni di metri cubi di c. per imbrigliare il fiume Yangtze: la più grande centrale idroelettrica mai realizzata. Le foto sottostanti sono un estratto dal reportage fotografico di Andrea Pugiotto, realizzato sulle sponde dello Yangtze

Km di rete autostradale in Cina, dal 2007 al 2017

LA NASCITA DI BRASILIA

La costruzione di Brasilia, su un altopiano disabitato, iniziò nel 1956: inizialmente progettata dall’urbanista Lùcio Costa per ospitare 500.000 persone, la città ospita oggi 2,5 milioni di abitanti. Alcuni edifici vennero disegnati da Oscar Niemeyer: la capitale brasiliana è l’unica città costruita nel XX secolo, insignita del titolo di Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
La città venne costruita in 41 mesi impiegando 1 milione di metri cubi di cemento.
La galleria sottostante mostra gli scatti di Marcel Gautherot durante i mesi in cui la città fu costruita